Dalle mie origini italo-rumene alla nascita di Moldova în PROgres, fino alla nuova sfida di ROMÂNIA în PROgres: un percorso personale e professionale tra cultura, comunicazione, incontri e legami che hanno segnato la mia vita.

Sono nato a Crotone, in Calabria, da padre italiano e madre rumena. Due origini che hanno sempre fatto parte della mia identità, anche se per molti anni la Romania è rimasta soprattutto un legame familiare, un Paese che ancora non conoscevo direttamente. Prima di dedicarmi all’editoria e alla comunicazione, ho seguito un percorso professionale diverso. Per dodici anni ho lavorato in Italia presso il laboratorio chimico della centrale termoelettrica di Cutro, dove ero responsabile del laboratorio e delle attività di analisi e controllo dell’impianto. Un’esperienza che mi ha trasmesso metodo, precisione e senso di responsabilità. La mia formazione commerciale, invece, era iniziata molto prima. A sedici anni, durante un’estate, ho lavorato con mio zio Francesco Savoia. Da lui ho imparato le basi della comunicazione e della vendita, ma soprattutto il valore del rapporto con il cliente: una relazione di fiducia che non si esaurisce in una transazione, ma si costruisce e si coltiva nel tempo. Un insegnamento che ancora oggi guida il mio modo di lavorare.

La scoperta della Moldova

Il mio primo viaggio nella Repubblica di Moldova risale al marzo 2011. Ricordo il freddo intenso, con temperature che arrivavano a -23 gradi, e le prime impressioni di Chișinău. Mi colpirono i parchi, anche se totalmente ghiacciati, i musei, con una storia comune alla nostra, i teatri, che promuovevano una cultura immensa, e i monasteri, colorati e pieni di spiritualità. E non di meno, il patrimonio culturale di un Paese che avevo già intuito avesse molto da raccontare. Tornai a luglio e trovai una città completamente diversa: fiorita, accogliente e piena di vita. In quel periodo ero fidanzato con Tatiana, che sarebbe poi diventata mia moglie, e grazie a lei ebbi modo di conoscere anche la campagna moldava. Viaggiavamo spesso per visitare i parenti e, proprio attraverso questi incontri, scoprii un’altra dimensione del Paese. Conobbi il valore della sua gente, la gentilezza, l’educazione e l’ospitalità delle persone. Ma rimasi colpito anche dai prodotti di quella terra genuina, fertile e generosa, caratterizzata dal famoso černozëm, il prezioso terreno nero che rappresenta una delle sue grandi ricchezze. Tra ottobre 2011 e gennaio 2012 presero forma le prime idee per un progetto editoriale. Inizialmente pensavo a uno spazio di scambio culturale, economico e gastronomico tra la Calabria e la Moldova. Le prime tre edizioni ospitarono infatti anche articoli dedicati alla Calabria. In seguito, il progetto si ampliò, concentrandosi sulla Moldova e sulle sue imprese, la cultura, il turismo, le tradizioni e le persone. Nel 2012 nacque Moldova în PROgres. L’obiettivo era creare uno strumento editoriale capace di raccontare il Paese e contribuire alla sua conoscenza anche all’estero. La rivista, pubblicata in rumeno, italiano e inglese, ha dato spazio nel corso degli anni a imprese, istituzioni, diplomazia, turismo, cultura e storie personali. Nel frattempo, il mio rapporto con la Moldova è diventato sempre più forte. Ho conosciuto persone, realtà e tradizioni che mi hanno fatto apprezzare un Paese non sempre sufficientemente raccontato, ma ricco di risorse e potenzialità.

Un progetto costruito insieme

Moldova în PROgres è nata dalla collaborazione con il Cavaliere Raffaele Scognamiglio, cofondatore della rivista, amico, professore e uomo di grande cultura. Raffaele ha avuto un ruolo importante nella redazione e nella cura delle rubriche editoriali. Da lui ho imparato molto sulla scrittura e sulla lingua italiana, grazie alla sua formazione di professore e alla sua sensibilità culturale. La nostra collaborazione si è estesa anche alla musica. Insieme abbiamo organizzato diversi appuntamenti dedicati alla cultura italiana: io presentavo gli eventi e curavo il rapporto con il pubblico, mentre lui si esibiva al pianoforte, interpretando composizioni di autori come Chopin e Čajkovskij. Erano momenti nei quali la musica diventava un’occasione per avvicinare il pubblico alla cultura italiana e alla tradizione classica. Ognuno metteva a disposizione le proprie competenze, in un rapporto di collaborazione che ha contribuito a dare alla rivista un’identità anche culturale.

Una storia personale, tra amore e solitudine

Come accade in tante storie d’amore, anche i matrimoni che sembrano destinati a durare possono arrivare a una fine. Dopo dieci anni di vita insieme, il mio matrimonio con Tatiana si concluse con un divorzio. Mi ritrovai così a vivere da solo in Moldova, lontano dalla mia famiglia e dalle persone che avevano fatto parte della mia quotidianità. In quegli anni, però, non ero completamente solo. Al mio fianco c’era Maya, la mia gatta, che con il tempo era diventata molto più di un animale domestico: per me era come una figlia, una presenza affettuosa e costante, una compagna di vita. Ho condiviso con lei sette anni della mia vita in Moldova. Era parte della mia casa, delle mie abitudini e delle mie giornate. Quando anche lei venne a mancare, mi ritrovai davvero solo. La sua perdita lasciò un vuoto difficile da spiegare, perché certi legami, anche quando non si esprimono con le parole, diventano una parte importante della nostra vita. Ricordarla significa ricordare anche un periodo particolare della mia esperienza in Moldova, fatto di cambiamenti, momenti difficili e affetti che, a modo loro, mi hanno aiutato ad andare avanti. In quel periodo arrivai anche a pensare di lasciare la Moldova e chiudere definitivamente il progetto editoriale. Dopo tanti anni, sentivo il peso della solitudine e delle difficoltà personali e non vedevo più con la stessa chiarezza il futuro del mio lavoro. Furono alcune persone, amici e conoscenti che avevano seguito il mio percorso, a convincermi a non fermarmi. Mi dissero che quello che stavo facendo aveva un valore, che Moldova în PROgres era diventata una realtà importante e che non dovevo rinunciare a tutto ciò che avevo costruito. Le loro parole mi diedero una nuova spinta. Se nel 2012 avevo avuto il coraggio di iniziare, in quel momento trovai il coraggio di ricominciare, di rimettermi in cammino e guardare avanti. Decisi di restare, continuare a lavorare, sviluppare nuove relazioni e impegnarmi ancora nella promozione della Moldova. Fu una scelta che non cancellò le difficoltà, ma mi aiutò a ritrovare una direzione e a comprendere quanto il lavoro costruito negli anni fosse diventato importante anche per le persone che gli avevano dato fiducia.

La famiglia, il sostegno e i sacrifici

Dietro il mio percorso professionale ci sono persone alle quali devo molto. La prima è mio padre, che nei primi anni ha creduto in Moldova în PROgres e mi ha sostenuto economicamente, aiutandomi ad affrontare gli investimenti e le spese necessarie per avviare e mantenere in vita il progetto. Il suo aiuto è stato fondamentale. Non è stato soltanto un sostegno materiale, ma un gesto di fiducia nelle mie capacità e in qualcosa che desideravo realizzare. A mio padre devo davvero molto. C’è poi mio fratello Alessandro, al quale sento di dovere una parte della mia vita. Mentre io ero lontano, lui è rimasto accanto ai nostri genitori, dedicando loro tempo, energie e una parte importante della propria vita. Si è assunto responsabilità e sacrifici personali che mi hanno permesso di continuare a lavorare, portare avanti i miei progetti e costruire il mio percorso professionale. Non considero tutto questo un fatto scontato. So che le rinunce e le opportunità a cui ha dovuto fare a meno non possono essere compensate con semplici parole. Per questo, oggi, desidero che il lavoro svolto in questi anni e i progetti che sto costruendo possano offrirgli, in futuro, anche benefici e nuove possibilità. Vorrei che una parte di ciò che sono riuscito a realizzare diventasse un’opportunità anche per lui. Nostro padre oggi convive con la demenza e nostra madre è anziana. Alessandro continua a essere vicino a entrambi, affrontando una situazione familiare impegnativa. La sua presenza ha permesso anche a me di proseguire il mio cammino lontano da casa. È un sacrificio che riconosco profondamente e che non dimentico.

La Moldova, le istituzioni e la diaspora

Gli anni trascorsi in Moldova mi hanno permesso di conoscere da vicino non soltanto il mondo imprenditoriale e culturale, ma anche quello istituzionale e della partecipazione civica. Nel 2017, a seguito di un decreto presidenziale, sono entrato a far parte della Commissione per la Diaspora istituita presso l’Apparato del Presidente della Repubblica di Moldova. Un incarico che mi ha permesso di contribuire alle attività dedicate al rapporto tra le istituzioni moldave e i cittadini residenti all’estero, portando anche l’esperienza maturata nel campo della comunicazione, delle relazioni e della promozione del Paese. Nel 2021 ho preso parte al percorso organizzativo del Partidul Dezvoltării și Consolidării Moldovei (PDCM), dove mi è stato affidato il coordinamento del Dipartimento Relazioni con la Diaspora. Ho messo a disposizione la mia esperienza nel marketing e nella comunicazione, occupandomi di un tema che avevo già incontrato più volte nel mio lavoro editoriale ma anche nella mia vita, precisamente con la diaspora rumena di Crotone. Ho sempre considerato la diaspora una risorsa per il Paese, non soltanto per il contributo economico, ma anche per le competenze, le esperienze e i rapporti internazionali che i cittadini all’estero possono mettere a disposizione della Moldova. Un altro momento significativo è arrivato nel 2024, quando ho partecipato, in qualità di media partner dell’università, alla XVII Conferenza internazionale Modern Paradigms in the Development of the National and World Economy, svoltasi a Chișinău dal 24 al 26 ottobre. In quell’occasione ho avuto l’opportunità di intervenire direttamente davanti alla platea accademica, salendo in cattedra per presentare una parte del lavoro sviluppato negli anni attraverso Moldova în PROgres e il contributo della rivista alla promozione e alla visibilità internazionale del Paese. Il mio intervento è stato raccolto nel contributo scientifico Promoting Moldova: the impact of the Moldova in Progress journal on national visibility, pubblicato negli atti della conferenza.

Bucarest, le mie origini e una nuova prospettiva

Per molto tempo Bucarest è stata una città che conoscevo poco. Non faceva parte della mia quotidianità, nonostante le mie origini materne. Negli ultimi anni, la presenza della famiglia nella capitale rumena mi ha portato a frequentarla più spesso. Ho così avuto modo di scoprire una città dinamica, con un’economia in trasformazione e un panorama imprenditoriale, culturale e istituzionale ricco di opportunità. Conoscere meglio Bucarest mi ha portato ad avvicinarmi anche alla Romania. Ho iniziato a comprenderne le dinamiche, le imprese, le università e le prospettive di sviluppo. Mi sono reso conto che l’esperienza maturata in Moldova poteva essere utile anche in questo nuovo contesto. Ma non si è trattato soltanto di una scoperta professionale. La Romania rappresenta una parte delle mie origini e, attraverso una presenza più frequente a Bucarest, ho potuto ritrovare un legame familiare e culturale che per molto tempo era rimasto distante dalla mia vita quotidiana.

ROMÂNIA în PROgres: una nuova sfida editoriale

Da queste esperienze è nata l’idea di ROMÂNIA în PROgres. È un progetto autonomo, con una propria identità editoriale, che prende forma dall’esperienza maturata in Moldova e dalla volontà di contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione della Romania. Anche questo Paese ha molte realtà da raccontare: imprese che investono e innovano, università e centri di ricerca, iniziative culturali, destinazioni turistiche, istituzioni e persone che contribuiscono alla sua crescita. L’ambizione è creare uno spazio di informazione e confronto che metta in contatto questi mondi, coinvolgendo imprese, istituzioni, università, rappresentanze diplomatiche e associazioni. Non si tratta di replicare semplicemente un modello già sperimentato. Ogni Paese ha una propria storia e caratteristiche specifiche. Voglio affrontare questa nuova esperienza con lo stesso impegno che ha accompagnato la nascita di Moldova în PROgres, ma anche con la disponibilità ad ascoltare, conoscere e imparare ancora. Porto con me gli anni di lavoro, le relazioni costruite e le esperienze vissute in Moldova. Sono una base importante da cui partire, non un punto di arrivo.

Guardare avanti senza dimenticare

Ripensando al percorso compiuto, vedo una strada che dalla Calabria mi ha portato in Moldova e oggi mi avvicina sempre di più alla Romania. Un cammino che ha attraversato esperienze professionali diverse, incontri, collaborazioni e legami familiari. Ho imparato che comunicare significa soprattutto ascoltare e riconoscere il valore delle persone e delle realtà che si raccontano. È questo lo spirito con cui ho lavorato a Moldova în PROgres e che desidero portare nella nuova avventura di ROMÂNIA în PROgres. I due progetti rappresentano esperienze autonome, ma sono uniti da una stessa convinzione: l’informazione e la comunicazione possono contribuire a creare ponti tra Paesi, culture e comunità. C’è una frase che accompagna idealmente questo percorso e che avevo già condiviso nei primi anni della rivista: «Si può fare impresa e al tempo stesso compiere un più che valido atto di promozione culturale». Continuo a crederci. Perché un progetto può avere un valore che va oltre il risultato economico: può far conoscere un Paese, avvicinare persone e generare occasioni di collaborazione. Oggi guardo alla Romania con la curiosità con cui, nel 2011, avevo iniziato a scoprire la Moldova. Con più esperienza, ma anche con la consapevolezza che ogni nuova sfida richiede impegno, umiltà e capacità di costruire nuove relazioni. E con la gratitudine verso tutte le persone che, in modi diversi, hanno reso possibile il cammino percorso fin qui.

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