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giovedì, Novembre 26, 2020

La Repubblica di Moldavia si configura come un importante mercato economico per gli investimenti esteri in diversi settori, tra cui si evidenziano quello dell’agribusiness, dell’industria leggera e dei servizi logistici. L’Italia ha aumentato negli anni la propria presenza ed i propri investimenti in loco a dimostrazione dovuti al collegamento che il paese ha sia con lo spazio dell’Unione Europea sia con lo spazio post-sovietico, in special modo la Russia.

Il territorio della Repubblica di Moldavia è prevalentemente pianeggiante, intervallato da alcuni gruppi di colline che non superano i 400 metri e ricoperte in parte da foreste; tale conformazione fisica ne fa un luogo ottimale per la produzione agricola e l’allevamento. Il clima è favorevole alla produzione, influenzato dalla prossimità del Mar Nero, che ne fa un’area fertile per la coltivazione di grano, mais, avena, tabacco, barbabietole da zucchero, soia e orzo, girasoli, nocciole, mele e frutta. La Moldavia è conosciuta in tutto il mondo per la produzione vinicola, vantando le più grandi cantine del mondo, ben 120 km sotterranei che garantiscono un perfetto microclima. Ad oggi esporta oltre 400 milioni di bottiglie l’anno.

Per gli investitori del settore industriale, la Repubblica di Moldavia offre ottime condizioni nei Parchi Industriali e nelle Zone Economiche Libere con incentivi fiscali ed amministrativi, sostegno da parte del Governo e regimi di commercio libero per un mercato di 800 milioni di consumatori nell’Ue e CSI. L’industria leggera è al secondo posto tra i settori di esportazione dell’economia nazionale, ed al primo posto vi è l’industria alimentare.

Per quanto riguarda i rapporti con l’Italia, anche i dati 2016 hanno confermato il posizionamento del nostro Paese tra i principali partner della Moldavia; il secondo per numero di società registrate (1228, pari al 12% delle società straniere e miste) e di capitale investito (1724 milioni di lei, pari al 14%); il terzo maggiore importatore di prodotti moldavi (con una quota di 198,3 milioni di dollari, circa il 9,7% del totale); infine il sesto principale esportatore nel Paese, con un volume di 280,8 milioni di dollari pari al 7% del mercato. Gli investimenti italiani in Moldavia riguardano prevalentemente il settore bancario, immobiliare, l’elettro-meccanico, il siderurgico, l’edile e le attività labour intensive dei settori dell’abbigliamento, del tessile, della maglieria e delle calzature, con tipologie di lavorazione per conto terzi di materie prime o semilavorati provenienti dall’Italia. Nel 2016 le Zone Franche (Zonele Economice Libere) della Moldavia hanno attirato investimenti per un valore di 55,2 milioni di dollari (+24 % rispetto al 2015). Secondo le informazioni fornite dal ministero dell’Economia moldavo, dalla creazione delle zone franche (1996) il volume totale degli investimenti è stato di 285,3 milioni di dollari di cui 141 milioni negli ultimi anni.

Per quanto riguarda i collegamenti e i traporti, attualmente l’aeroporto internazionale di Chisinau, sito a circa 15 Km dal centro, è servito da numerosi voli dagli aeroporti italiani: Milano Malpensa (volo diretto) – Roma Fiumicino (volo diretto o con scalo a Vienna, Bucarest, Budapest, Timisoara) – Verona (volo diretto o con scalo a Timisoara) – Bari (scalo a Timisoara) – Bergamo (scalo a Timisoara) – Bologna (scalo a Timisoara) – Firenze (scalo a Timisoara) – Venezia (scalo a Timisoara) – Torino (scalo a Timisoara) – Ancona (scalo a Timisoara) – Catania (scalo Istambul)

Oltre al trasporto aereo, è particolarmente sviluppato quello terrestre. Dalle principali città italiane partono con cadenza settimanale bus e microbus diretti in Moldavia. Il trasporto marittimo/fluviale è invece possibile attraverso il “Giurgiulesti International Free Port”, situato all’estremo sud del paese.

*Analisi in Media Partnership con Notizie Geopolitiche.


Domenico Letizia. Giornalista, saggista, analista economico e geopolitico. Speaker radiofonico per i microfoni di «RadioAtene». Relationship Manager di Euromed International Trade. Ricercatore, pubblicista e social media manager del progetto del “Water Museum of Venice”, membro della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua. Social Media Manager e Responsabile della Comunicazione per numerose società di consulenza e internazionalizzazione. Esperto in agroalimentare, digitale, green e blue-economy.